Amy
Love is a losing game (Roba d’archivio)
(Amy sul palco di Belgrado)
Il 18 giugno 2011 a Belgrado dovrebbe tenersi il primo concerto di un breve tour europeo, che non serve a niente, non c’è un nuovo album da promuovere, semplicemente la star ha l’obbligo di soddisfare le richieste della casa discografica e dei fan. Amy è pulita dalle droghe, che non assume da almeno tre anni, ma ancora non sta bene, l’alcol ha in parte sostituito gli stupefacenti. Non lo vuole fare quel tour, lo ha detto a tutti, così decide di ubriacarsi alla vigilia della partenza, pensando di riuscire in questo modo a evitarlo. Viene invece caricata su un jet privato e portata nell’arena del Tuborg Festival di Belgrado.
Amy si presenta con un’ora di ritardo, completamente ubriaca, sembra non rendersi nemmeno conto di dover cantare e infatti non canta, biascica, cade, il pubblico la riempie di fischi e dopo meno di un’ora il concerto viene sospeso e il tour annullato. Nella foto sopra Amy si abbraccia e piange, mentre i fans la fanno a pezzi.
Poco più di un mese dopo, il 23 luglio, viene trovata morta nel suo appartamento di Camden Town, dove sembra aver passato le ultime ore della sua vita bevendo, chattando e guardando suoi video su YouTube.
Sola.
Amy Jade nasce a Enfield (Londra) il 14 settembre 1983 da Mitch Winehouse e Janis Seaton.
(Amy con la madre)
La madre dice di lei “Sin dagli inizi, quand’era bambina, era forte e chiassosa, spaventata e sensibile. Era un fascio d’emozioni, a volte adorabile e a volte insopportabile”. Una cosa soprattutto ripeteva spesso “Mamma, non voglio essere mediocre”. Comincia a tatuarsi giovanissima, Amy ama i tatuaggi, ne colleziona quattordici, di cui sette fatti dalla stessa persona, Henry Hate, che avrebbe dovuto fare anche l’ultimo, quello con cui lei voleva cancellare il nome tatuato sul cuore, Blake, come se cancellarlo potesse servire a eliminare il sentimento per lui. Non avrà il tempo di farlo.
Nel video qui sotto Amy ha 14 anni e canta “Happy Birthday” alla sua amica Lauren.
A modo suo. Ha 14 anni.
Amy e Blake (PH: Steve Granitz)
Se vuoi fare una canzone devi ricordare come ti sentivi con lui, devi ricordare l’odore del suo collo, devi ricordare tutto (A. Winehouse)
Amy amava pattinare, il suo sogno era quello di fare la cameriera sui pattini come in American Graffiti.
Amy amava Frank Sinatra, il nome del suo primo album, “Frank”, è legato anche a questo oltre ad alludere alla franchezza dei suoi testi.
Amy amava cantare, ma ancora di più scrivere le sue canzoni, amava il jazz, Sara Vaughan, Dinah Washington, Tony Bennet, Ella Fitzgerald.
Amy era divertente, molto intelligente e luminosa.
Amy amava Blake.
Ancora la madre “Non credo nelle infinite speculazioni secondo cui Amy voleva morire. Non ho dubbi, ha combattuto con se stessa, con la persona che era diventata, ma sognava di avere figli, un giorno. Una buona parte di Amy aveva il gusto per la vita e le persone”.
Da Back to black
We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her and I go back to
We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her and I go back to black
He said, “I just think you’re depressed”
This, me: “Yeah, baby, and the rest”
Da Love is a losing game
Though I battle blind
Love is a fate resigned
Memories mar my mind
Love is a fate resigned
Over futile odd
And laughed at by the gods
And now the final frame
Love is a losing game
C’è un bellissimo documentario di Asif Kapadia che si intitola “Amy - The girl behind the name”, Premio Oscar nel 2016. Da vedere fino in fondo.
(N.B. Le immagini che non riportano l’autore o la fonte sono di pubblico dominio o di autore anonimo).
Ho preso e lasciato più volte questo pezzo su Amy. Mi ha tormentato, ho cancellato molto, avevo certezze all’inizio che poi, con lo studio, si sono rarefatte fino a scomparire per far spazio ad altre intuizioni. Ho volutamente portato in primo piano rispetto alla vicenda umana la sua musica, quella che l’ha consacrata, perché credo che sia lì più che altrove che possiamo trovarla, e tralasciato o appena accennato vicende e persone che sono state fondamentali per lei, perché non le volevo qui.
Il suo enorme talento, la bellezza e il calore della sua voce, ciò che mi trasmette la sua musica, la sua fragilità, questo volevo rendere evidente, il dono di Amy.
Non so se ci sono riuscita.




